Giannone-Masi e Foggia Calcio: un binomio vincente!

Progetto: “Il calcio e le ore di lezione”

Si sono appena concluse con successo le azioni relative al progetto “Il calcio e le ore di lezione” promosso dalla Federazione Gioco Calcio in tutta Italia, che a Foggia ha visto protagonisti i nostri alunni del primo e del secondo biennio nelle chiacchierate didattiche con dirigenti e giocatori della squadra locale tra i quali Cristian Agnelli, Arturo Calabresi, Francesco Deli e Oliver Kragl.

Due gli incontri che hanno affrontato temi importanti e permesso ai ragazzi di conoscere, non solo calcisticamente, gli uomini che difendono i colori della nostra Città.

Una vera e propria “lezione” che, con dinamiche diverse da quelle di classe, ha puntato verso gli stessi obiettivi: rendere consapevoli gli alunni di oggi del percorso fondamentale basato sullo studio quotidiano a prescindere da ciò che si decide di affrontare in un futuro non molto lontano.

Il Capitano Agnelli ha infatti voluto sottolineare, da buon padre di famiglia, l’importanza della Scuola Superiore: ” Studiate, ragazzi! Quello che vi dà la formazione a scuola non ve lo regalerà più nessuno”.

Ha ammesso di sentirsi timido come a 15 anni entrando in questa scuola che ha frequentato a suo tempo e riabbracciando i docenti che non si sono dimenticati del Cristian che doveva riuscire a conciliare i tempi di studio con i tempi di allenamento.

Molte le curiosità dei ragazzi che hanno saputo frenare la voglia di continuare a cantare per i loro beniamini per sfruttare ogni centesimo di secondo nel raccogliere informazioni sullo stile di vita e sull’opportunità di essere più vicini alla squadra del cuore con foto che hanno già fatto il giro di tutti i social.

Argomenti interessanti proposti e presentati dal Club Manager De Vivo e dalla Responsabile alla comunicazione Amodeo poi trattati con competenza dallo SLO Cataneo e dagli stessi giocatori a cui sono seguite le domande sui temi del Fair play, del rapporto con i tifosi, della sicurezza negli stadi, dell’integrazione di giocatori stranieri e dell’inclusione di tutti nel gioco e nello sport.

Sempre disponibili e sorridenti, malgrado il pochissimo tempo a disposizione, i giocatori hanno reso valore aggiunto all’incontro lasciandosi andare a confessioni personali sulle rinunce ad uscire con gli amici, una sola settimana di vacanza all’anno, la paura di non riuscire a giocare, l’essere costretti o dover decidere di cambiare squadra dopo aver sentito tutto l’affetto dei tifosi di quella città, l’ansia della convocazione…insomma non sono tutte rose e fiori in quello che appare come il mestiere più bello e meglio retribuito del mondo!

Il progetto ha avuto successo, dunque, il suo valore didattico-formativo è venuto fuori da solo con tranquille chiacchierate. “Voi avete la fortuna di imparare anche da questi incontri- hanno constatato i calciatori- la scuola è cambiata e dovete essere grati del fatto che non si svolge più tutto solo ed esclusivamente nelle aule scolastiche: ormai siete sul campo come ci siamo noi!”.

Il tutto si è svolto, guarda caso, proprio in incontri da 90 minuti cercando anche di andare ai supplementari una volta scostato il velo di quel mito che ricopre la persona-calciatore.

Maestri perfetti nel descrivere a questi ragazzi che, nell’umile lavoro quotidiano e nello studio continuo di schemi, avversari e perché no degli stessi compagni di squadra, c’è tanto di simile alla scuola: una volta dimostrate le proprie capacità, si acquisisce il diritto ad essere supportati per trasformarle in vere e proprie competenze, ma anche il dovere di cercare di migliorarsi continuamente riconoscendo rispetto a sé stesso, agli altri e a quei “tabellini di marcia” sempre più rigidi e serrati che regolamentano la vita dello sportivo come dovrebbe fare lo studente che vuole arrivare alla maturità pronto per la ‘massima serie’.

Nel calcio come nella vita!
Ad maiora, ragazzi…TUTTI INCLUSI!